Grado, un itinerario fra città, arte, storia e natura

Scoprire la storia e le bellezze di Grado

La Laguna di Grado si estende fra l’alto Adriatico e la terra per oltre 12 mila ettari, regalando uno scenario ricchissimo di colori grazie alla sua verde e rigogliosa vegetazione e al blu delle acque che la circondano. Un posto unico, caratterizzato da una storia ricca di vicende intrecciate e da un paesaggio naturalistico emozionante.

Una storia avvincente

Figio, recordete, che Gravo xé figia de Quileia e mare de Venessia”.  Quest’espressione, nel dialetto gradese, significa che Grado è figlia di Aquileia e madre di Venezia perché la storia di Grado è caratterizzata da un susseguirsi di numerosi avvenimenti. Agli albori Grado nasce come Gradus, porto della città di Aquileia, ma nel V secolo, a seguito delle invasioni barbariche, diventa rifugio della popolazione di Aquileia. Successivamente passa sotto la potenza di Venezia, divenendo un piccolo ed isolato borgo di pescatori.

Secoli dopo, nel 1815, Grado viene integrata nel dominio dell’impero asburgico, conquistando la fama di città turistica. In questo periodo vengono infatti costruiti numerosi stabilimenti balneari e un complesso di ville vicino alla spiaggia, ancora oggi presenti. Alla fine della prima guerra mondiale, con la dissoluzione dell’impero Austro- Ungarico, Grado torna ad essere definitivamente italiana.

Il centro storico e la Basilica di Sant’Eufemia

Passeggiando nel cuore di Grado è possibile perdersi in vicoli e campielli molto simili a quelli veneziani. Il suo centro storico corrisponde al primo nucleo urbano, che acquisì grande importanza nei secoli V – IX quando fu sede dei patriarchi di Aquileia. Tra le differenti testimonianze architettoniche troviamo la Basilica di Sant’Eufemia, il battistero e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Basilica di Sant’Eufemia

Tra il campanile in stile veneziano e il battistero sorge la Basilica di Sant’Eufemia, costruita nel VI al posto di un’antica basilica preesistente. L’esterno della Basilica paleocristiana è formato da mattoni e pietra arenaria. La facciata è caratterizzata da due portali e tre grandi finestre al di sotto delle quali un tempo era presente il nartece. La basilica, al suo interno, è suddivisa in tre navate definite da colonne in marmo e con capitelli e archi. Nella conca absidale è raffigurato un Cristo circondato da quattro santi, mentre il presbiterio è delimitato da pezzi di marmo in cui sono scolpiti temi simbolici cristiani. La perla della basilica è il pulpito sorretto da sei colonne. Gli elementi di forma cilindrica che compongono l’ambone raffigurano i simboli degli Evangelisti ed una croce. A sinistra della chiesa sorge il battistero ottagonale risalente alla seconda metà del V secolo.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

A pochi passi dal Battistero e dalla Basilica di Sant’Eufemia, affacciata sul campo dei Patriarchi, troviamo la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fu costruita alla fine del VI secolo per volontà del patriarca Elia che, in quegli anni, completò anche i lavori di costruzione della Basilica di Sant’Eufemia e avviò i lavori per la prima chiesa di Barbana. La chiesa di Santa Maria delle Grazie sorge sul sito di una basilica antecedente ed è caratterizzata al suo interno da suggestivi mosaici con motivi geometrici ed epigrafi.

La laguna e le oasi naturalistiche

È  tra le “mote”, isolotti lagunari di Grado che possiamo entrare in una terra senza tempo, regno dell’acqua, del vento e del silenzio.

La laguna di Grado, che confina ad occidente con la Laguna di Marano, è attraversata da una via d’acqua che collega Venezia con la foce dell’Isonzo e Trieste. Il paesaggio incontaminato e l’intreccio di valli e canali fra gli isolotti la rende unica nel suo genere. Grazie al suo ecosistema unico, la laguna di Grado è il luogo ideale per gli uccelli acquatici che vanno a nidificare nel periodo di migrazione. Tra questi è possibile avvistare numerosissimi aironi, germani reali, folaghe, alzavole, anatre, marzaiole e gabbiani. Per gli appassionati del birdwatching un punto ottimale per osservare le numerose specie di uccelli è la Riserva Naturale della Valle Cavanata, utilizzata un tempo come “valle della pesca”.

Ancora oggi navigando per la laguna di Grado, passando per gli isolotti, possiamo respirare e vivere la tradizione dei pescatori, che un tempo abitavano nei “Cason”, tipiche abitazioni con intelaiatura in legno ricoperte di canna e paglia.

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Ristorante “Ai Fiuri de Tapo”
Vecchia Litoranea Veneta – 347.5008284

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Santuario di Barbana – 0431.80115

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